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July 03

TECNOLOGIA INTERIORE di Gregg Braden

Secondo gli antichi, gli esseri umani avrebbero avuto l'opportunità di percorrere due sentieri: il primo è quello della tecnologia esterna, che conosciamo molto bene, per mezzo della quale costruiamo macchine e strumenti esterni al nostro corpo fisico, forse senza renderci conto che ogni volta che ciò avviene non facciamo altro che costruire uno specchio di una qualche funzione del nostro corpo fisico. E il secondo?


Nella tradizione degli antichi popoli indigeni ogni volta che il respiro di un essere umano entra in una forma terrestre si ripete il più sacro fra tutti i riti, il sacro matrimonio fra spirito e materia.

Il valore del corpo di informazioni contenute nel presente studio Camminare fra i mondi e anche uno dei fattori che mi hanno permesso di collegarne i dati, è costituito dall'analisi molto sintetica di alcune antiche tradizioni che ci sono state tramandate ed anche dalla prospettiva che riconosce l'unità di tutta la vita. Credo che noi esseri umani ci muoviamo nello spirito e siamo incapaci di percorrere un sentiero che non sia spirituale. Perciò, a prescindere dalle nostre scelte di vita noi percorriamo comunque il sentiero dello Spirito e quando riconosciamo l'unità della vita che ci circonda, noi incarniamo quello spirito.

Esiste una serie di petroglifi che, si è scoperto, segnalano il solstizio e che funzionano nel seguente modo: quando i raggi del sole colpiscono la roccia durante il solstizio si evidenzia una figura che è stata scolpita per creare l'immagine di un pesce dalla cui bocca parte una linea retta sulla sinistra. Col progredire del solstizio il pesce si muove lentamente lungo la linea retta. C'è sempre stata anche un'intersezione, con un'altra linea deviata rispetto a quella retta, di cui nessuno conosceva il significato. Di recente, per una ragione inspiegabile, mentre il pesce si spostava lungo la linea del solstizio ha imboccato la linea deviata, che non era mai stata percorsa prima, indicando così che qualcosa sta cambiando nell'orientamento.

Siamo qui fra le alte montagne del Nuovo Messico Settentrionale per  parlare della tradizione degli Esseni. Molte persone mi hanno chiesto: “Perché fa riferimento agli Esseni in quest'altra parte del mondo, visto che, comunemente, si collocano nell'area del Mar Morto?” Mano a mano che vengono alla luce nuovi fatti sugli Esseni, anche molto scioccanti per alcuni ricercatori, si scoprono sempre più dati che avvalorano l'ipotesi che già 2500 anni fa gli Esseni, oltre che in Medio Oriente, fossero anche qui, in America del Nord, nello Yucatan, nel Sud America, Perù, Bolivia e abbiano lasciato in ognuno di questi luoghi i segni della loro saggezza, basata su quella che oggi va sotto il nome di “Scienza della Compassione”.

Avremo, così, l'opportunità di risvegliare in noi il ricordo di quella che considero come la più sofisticata tecnologia mai concessa a questo mondo, una tecnologia che vive dentro tutti noi. Quasi tutti i testi dell'antica tradizione indicano la nostra epoca come unica, sia per il pianeta Terra, sia per l'esperienza umana che vi si svolge. Gli antichi, coloro che vissero prima di noi, ne erano talmente sicuri, che ci hanno lasciato interi volumi pieni di informazioni, scritti nel linguaggio del loro tempo, per comunicarci che cosa avrebbe significato, per il nostro mondo, l'epoca odierna.

Ci hanno tramandato che ai nostri giorni sarebbe nata una generazione di persone dotate di uno speciale potere, insito nel loro essere, che si sarebbe risvegliato in virtù della loro esperienza di vita, relativa ai loro rapporti umani. Con il risveglio quegli esseri non sarebbero mai più stati gli stessi. Con il risveglio neanche le loro parole e i loro corpi sarebbero stati più gli stessi. Gli antichi erano così certi del momento in cui questo sarebbe avvenuto e del ruolo che gli esseri umani avrebbero avuto nel cambiamento, che assegnarono persino un nome a coloro che sarebbero vissuti in quest'epoca. Ritengo che la nostra generazione sia proprio quella che è stata prescelta per collegare tutto ciò che è stato fino ad oggi, con tutto ciò che deve ancora venire. Abbiamo scelto di collegare gli antichi paradigmi della luce e dell'oscurità con un nuovo paradigma che non ha  ancora un nome.

Ciò che stiamo per affrontare insieme, trascende la scienza, trascende la religione e trascende l'antico misticismo. Si tratta di una nuova saggezza, ancora senza nome. Nel ripercorrere il sentiero che ci svela l'unità delle  antiche tradizioni che ci sono pervenute, affronteremo insieme un percorso che ci permetterà  di risvegliare in noi questo momento.

Secondo gli antichi, gli esseri umani avrebbero avuto l'opportunità di percorrere due sentieri: il primo è quello della tecnologia esterna, che conosciamo molto bene, per mezzo della quale costruiamo macchine e strumenti esterni al nostro corpo fisico, forse senza renderci conto che ogni volta che ciò avviene non facciamo altro che costruire uno specchio di una qualche funzione del nostro corpo fisico.
La prima volta che ho espresso questo concetto davanti a un gruppo di persone  mi è stato chiesto: ”Cosa intende dire? Non siamo dei tostapane o dei videoregistratori!” Allora ho risposto: ”No, non lo siamo, le componenti stesse che permettono ad un tostapane o ad un videoregistratore di essere ciò che  sono, noi le incarniamo in ogni cellula del nostro corpo.”

Ogni nostra cellula ha un potenziale elettrico pari a 1,17 volt e ne abbiamo molte nel nostro corpo. Come attiviamo quel potenziale?
Gli antichi sostenevano che lo attiviamo e lo regoliamo attraverso le emozioni. Erano così sicuri che la nostra generazione si sarebbe ricordata di questa tecnologia interiore che scrissero per noi interi volumi sull'argomento, ci diedero persino un nome, ci chiamarono: coloro che camminano tra i mondi.
Voi siete quelli che camminano tra i mondi. A chi appartiene la tecnologia che ci viene richiesto di incarnare?

Ritengo che abbiamo raggiunto un punto cruciale nell'evoluzione della consapevolezza umana. Abbiamo costruito macchine al di fuori del nostro corpo fisico per ricordarci chi siamo qui. Abbiamo costruito delle macchine che dimostrano abilità e resistenza, che trasmettono e ricevono informazioni, proprio come fa ogni cellula del nostro corpo. Secondo la prospettiva degli antichi, iniziamo a percorrere il secondo sentiero, nel momento in cui diventiamo quella tecnologia, costruiamo macchine per purificare l'aria e per guarire la terra, ma dentro, noi siamo quelle macchine.

Ci viene ricordato che in quest'epoca storica la Terra subirà dei cambiamenti enormi, senza precedenti e che i nostri corpi li rispecchieranno.
Quanti di voi sentono di essere in una fase di grandi cambiamenti in questo momento della loro vita? Per me è così ogni giorno. Ci sono ben poche cose capaci di sorprendermi, sebbene viva in uno stato costante di timore riverenziale mentre questo processo si realizza.

Quanti di voi percepiscono che il tempo sta scorrendo più velocemente? Avete notato che la velocità delle vostre funzioni corporee sta aumentando? Noi esseri umani siamo cambiati. I ricercatori la chiamano “La mutazione genetica spontanea”. Un processo che risale ad alcuni anni fa ed ora il DNA di certi individui non ha più l'aspetto che aveva prima. Quegli individui hanno sviluppato un'immunità fortemente accresciuta verso quelle che erano considerate malattie potenzialmente letali come l'HIV e il cancro. Le cellule di quelle persone si moltiplicano con una velocità cento volte maggiore di quanto non sia mai stato rilevato in precedenza. I loro corpi, che pure invecchiano nel flusso del tempo lineare, non si deteriorano.

Perché? Cosa hanno fatto di diverso quelle persone?
I ricercatori chiedono loro: “Che integratori avete preso? Vitamine o un qualche allucinogeno dell'Ucraina che fate fermentare in frigorifero? E loro rispondono: “Abbiamo cambiato il nostro sistema di credenze. Credenze, pensieri, sentimenti ed emozioni.” Vedete, è molto chiaro che gli antichi ci hanno lasciato proprio queste componenti di una tecnologia che ritengo sia accessibile. Si tratta di uno stato di consapevolezza che oggi va sotto il nome di compassione. Quando riflettiamo sulle sfide posteci dalla vita o sulle cose che ci hanno ferito quando guardiamo il telegiornale e osserviamo ciò che sta accadendo nei paesi del terzo mondo, o nel cortile di casa nostra, potremmo chiederci: “E' possibile che le cose che ci hanno fatto soffrire così profondamente in passato siano un meccanismo a cui noi abbiamo acconsentito? E' possibile che le grandi sfide posteci dai rapporti umani, dalla salute e dalla sopravvivenza non siano altro che uno strumento di cui ci serviamo per ridefinire noi stessi, teologicamente, il momento presente?”

Mentre apprendiamo e ricordiamo nuove modalità di risposta a quelle sfide, stiamo forse ridefinendo i nostri parametri biologici? Stiamo diventando una nuova specie?. Io credo di sì. Lo dico apertamente. Alcuni di voi lo sanno già. Io sono un ottimista e credo senza ombra di dubbio che qualunque sia il processo di cambiamento che si sta realizzando oggi su quello che chiamiamo il nostro mondo e nei suoi sistemi sociale, politico, economico, militare, meteorologico e teologico, esso costituisce un cambiamento sano e naturale.

Credo che stiamo passando attraverso un ciclo simile a quelli già vissuti in precedenza, anche se, forse, non ce ne rendiamo conto perché la durata dei cicli è molto lunga. Credo che le sfide che la vita ci pone sulla Terra siano proprio il tramite con cui ci viene offerta la possibilità di ridefinire chi siamo e di diventare qualcosa di più grande di ciò che la vita sembra offrirci e, nel fare questo, di spiccare un velocissimo balzo in avanti.

Quindi, da questa prospettiva, ci chiediamo: “E' possibile che le sfide umane più pesanti, quelle posteci dalla salute, dalla sopravvivenza, dai rapporti umani costituiscano dei meccanismi attraverso cui ridefiniamo i nostri parametri biologici che avevamo già concordato in tempi remoti?”
Ritengo che proprio questa sia la sfida e nel contempo l'opportunità che ci è offerta oggi.

Abbiamo riacquistato il ricordo del ruolo svolto dai nostri corpi durante le nostre vite terrestri. Credo che oggi restino testimonianze di quest'antica memoria in vari templi di tutto il mondo, ed anche qui a casa nostra, a Chackle Kenyon nel Nuovo Messico, in questo speciale complesso architettonico costruito intorno ad una serie di strutture circolari chiamate “chivas”, nelle quali gli antichi dicevano di poter giungere a conoscere se stessi completamente e di riuscire a parlare con altri mondi. In passato, la prospettiva della moderna tecnologia occidentale ha spesso definito primitive queste società. Mi chiedo: “E' possibile invece che esse fossero talmente evolute, in termini di tecnologia interiore, da aver ben poco bisogno di una complessa tecnologia esterna?” Forse è così.

Nel visitare luoghi come questo, ed altri luoghi in Sud America e nello Yucatan, notiamo che quasi dapertutto gli antichi calendari, i testi ed i sistemi di tenuta del tempo della tradizione orale, definiscono l'attuale momento storico come molto speciale.

Dicono che succederà qualcosa sulla Terra e che questo qualcosa verrà riflesso dai nostri corpi e, mano a mano che arriveremo a comprendere di cosa si tratta, non saremo mai più gli stessi. Il nostro mutamento ci rappresenta mentre recuperiamo il ricordo del più alto potenziale nascosto nell'essere umano. Perciò credo che, recuperando l'eredità di queste antiche tradizioni, cioè di civiltà che sono arrivate a conoscere se stesse completamente, ci venga offerta un'occasione formidabile per ridefinire il significato della nostra vita, dei rapporti umani e di ogni fenomeno che accade sulla Terra.

Da questa prospettiva, infatti, ogni cosa diventa una sfida che ci offre l'opportunità di rivedere le nostre modalità di risposta al mondo in cui viviamo.
Nel ripercorrere le antiche tradizioni di coloro che sono venuti sulla Terra prima di noi, abbiamo la possibilità di verificare la continuità fra le loro vite, migliaia di anni fa, e la nostra vita oggi. Anche a prescindere da quelle antiche tradizioni, assistiamo ad eventi che accadono al di là del nostro mondo attuale, poiché, percorrendo il sentiero della tecnologia esterna, abbiamo costruito delle macchine, degli strumenti esterni al corpo umano, abbiamo viaggiato nelle profondità atomiche del mondo dei quanti, abbiamo assistito al momento del concepimento all'interno di un utero umano, abbiamo creato macchine che funzionano da surrogati delle nostre percezioni o da estensione dei nostri sensi e che ci hanno fatto entrare in mondi da cui credevamo di essere separati, mentre in realtà non c'è separazione perché tutte le informazioni, i dati, le cifre, indicano l'esistenza di una forza che non può essere né creata, né distrutta, e che sentiamo l'esigenza di misurare.

Tutti i dati rimandano a noi, esseri umani, ed indicano che dentro di noi esiste una forza che gli antichi chiamavano Spirito. Oggi il nostro compito è comprendere come quella forza sia in grado di far muovere gli esseri umani e la storia.

Fonte: trascrizione della video/conferenza di Gregg Braden: Camminare fra i mondi per gentile concessione di: www.stazioneceleste.supereva.it
Il primo Gregg Braden in Inglese
Awakening to Zero Point, Radio Bookstore Pr; Revised edition (September 1997)
Beyond Zero Point,Sounds True; Unabridged edition (March 1999)
Walking Between the Worlds: The Science of Compassion, Radio Bookstore Pr; 1st edition (May 1997)

 

Qui potete trovare altri interessantissimi articoli, io ci vado spesso: http://www.scienzaeconoscenza.it/articoli.php

July 02

l'armonia e l'equiibrio

Quando dominerai i tuoi pensieri controllandoli,
quando eserciterai la tua volontà controllandola,
quando la tua vità emotiva sarà imperturbabile percependo la calma interiore,
quando agirai e penserai in modo costruttivo positivamente,
quando aprirai il pensiero ed il tuo modo di comportarti mediate la spregiudicatezza
e flessibilità e le tue energie interiori saranno in armonia,
allora sperimenterai la pace interiore.
                (Pietro Archiati -
La Forza della Positività)

June 30

LA RICERCA DELL’IDENTITA’

(A cura di Elisabetta Mastrocola - Ufficio stampa Prosveta)

Succede spesso di sentirsi divisi, di avere le idee confuse sulla propria identità. Un giorno siamo contenti di quello che facciamo, di ciò che siamo; il giorno dopo la stessa situazione ci appare insostenibile. Un momento abbiamo la percezione della nostra realtà interiore, il momento dopo, al variare di uno stato d’animo, non sappiamo più chi siamo; addirittura ci percepiamo e ci osserviamo come sconosciuti.
Jung ha scritto in Ricordi, sogni, riflessioni che ogni uomo “ha bisogno per prima cosa di conoscere sé stesso e cioè della maggiore conoscenza possibile della sua totalità. Deve conoscere senza reticenze quanto bene può fare, e di quale infamia è capace, guardandosi dal considerare reale il primo e illusoria la seconda. Entrambi sono veri in potenza ed egli non sfuggirà interamente né all’uno né all’altra, se vuole vivere – come naturalmente dovrebbe – senza mentire a sé stesso e senza illudersi.”
La chiarezza di questa riflessione allieva sensibilmente l’inquietudine apportata dall’alternanza delle due voci contrastanti che ci abitano, perché ci porta non alla resa che declina ogni responsabilità – poiché l’uomo è fatto così! - ma ad una visione limpida dalla quale poter contemplare l’esistenza di una doppia realtà, la doppia natura di cui parla ampliamente il Maestro Aïvanhov nelle sue conferenze: la natura umana e la natura divina.
Sono nature che coesistono sempre e contemporaneamente in noi, ma di cui siamo coscienti in modo parziale e frammentario, poiché capiamo con la mente la fisicità del corpo e il complesso di pensieri e sentimenti che ci vivono e che viviamo, ma che rappresentano solo una parte della nostra identità, ossia la natura umana; e percepiamo con l’interiorità l’esistenza di un Altro, talmente sottile ma illimitato e potente, di cui riusciamo a tratti sporadici e con una cura e un ascolto particolarissimi, ad afferrare l’esistenza, ed è la meraviglia, lo splendore della natura divina.
Queste due nature, insieme, creano e formano il nostro essere umani.
Ma è il risveglio alla consapevolezza della natura divina – identità di ogni individuo – (individuo che significa indivisibile: spirito e materia) che da l’impulso per intraprendere un cammino di ricerca dove scoprire l’operatività e i termini di espressione di tale natura, in quanto, tanto è complessa la natura umana, ancora più è ricca e articolata la natura divina.
Abili di questa ricchezza possiamo crescere come umanità e deviare la caduta della nostra società sofferente verso un obbiettivo di solidarietà, di pace, di luce, amore e fratellanza.
Più l’uomo si scopre Essere Spirituale, più la visione della vita si espande, la ricerca della verità si approfondisce, la sensibilità si intensifica, gli esseri e le cose trovano un nesso sensato e armonioso, e ogni creatura, dalla più semplice alla più sofisticata, appartiene alla stessa famiglia.

Elisabetta Mastrocola
Ufficio stampa Prosveta
http://www.solonewage.it/Libri-maestri-spirituali/omraam-ricerca-identita.htm

vibrazioni sottli

L'apparenza esteriore, l'aspetto fisico, la professione, la posizione sociale è ciò
che si nota di più; ma queste cose non impressionano a lungo se non si percepisce,
dietro queste apparenze, qualcosa di sottile, di vivo, che corrisponde a ciò di cui
si ha più bisogno nel profondo di sé stessi.
Allora, se volete incontrare il vero amore, lavorate su voi stessi, create in voi
qualcosa di puro, di luminoso, di poetico, di musicale, e attirerete a voi degli uomini
e delle donne che cercano anche loro la purezza, la luce, la poesia. la musica.
non dimenticate mai che l'essenziale è là, in queste vibrazioni sottili,
in queste correnti di energia.
                   (
Omraam Mikhael Aivanhov)

June 28

La Profezia di Celestino

Non guardare con gli occhi della mente
Ma con quelli dell’anima.
Poiché la vita che verrà è già davanti a noi,
in attesa di svelarci la natura del mondo.
Guarda con attenzione. Trova gli occhi per vedere.
Dalla prima illuminazione.
 
Le illuminazioni menzionate nel film:
 
1) scopriamo di vivere in un mondo misterioso, ricco di improvvise coincidenze ed incontri sincronistici che sembrano predestinati.

2) Quando prenderemo coscienza di questo mistero creeremo una visione del mondo nuova e ridefiniremo l’universo come sacro e pieno di energia.

3) Ci renderemo conto che ogni cosa è generata da un’energia divina che tutti cominciano a percepire e a comprendere.

4) In questa prospettiva vedremo che gli esseri umani si sono sempre sentiti disconnessi da questa fonte sacra e hanno soddisfatto il loro bisogno di energia prevaricando gli altri. Questa competizione è la causa di ogni conflitto.

5) La soluzione è ristabilire un contatto con il divino, una trasformazione mistica che ci colma di energia e di amore infinito, affina la percezione della bellezza e ci eleva ad una consapevolezza spirituale superiore.

6) Forti di questa consapevolezza, possiamo superare i dramma del controllo e scoprire la verità, tutti gli uomini devono contribuire a far evolvere l’umanità verso questa nuova dimensione.

7) Se perseguiremo questo scopo, l’intuito ci indicherà la via da percorrere e farà in modo che un flusso di coincidenze ci rivelino quale è la nostra missione.

8) Quando un numero sufficiente di persone sarà nel flusso dell’evoluzione, trasmettendo sempre energia agli altri, creeremo una nuova cultura, in cui in nostri corpi vibreranno sempre a livelli sempre più elevati di energia e di percezione.

9) È così che partecipiamo all’evoluzione, dal big bang al fine ultimo dell’esistenza. Infatti facendo vibrare i corpi ad un livello sempre maggiore di energia, varcheremo le soglie di un paradiso che potremo sempre vedere.
 
Da "La profezia di Celestino" il Film
June 27

Sposi!!!!

Ieri 26 giugno 2008 si sono sposati Alessio & Jenny!!!!
Io e Filo eravamo i testimoni di Alessio che praticamente è mio fratello visto che siamo cresciuti insieme! (nelle foto della cartella infanzia lo potete vedere sempre!)
 
Ragazzuoli, noi vi ringraziamo per la bella cerimonia e dopo cerimonia e, con tutto il cuore, vi auguriamo una Vita felice e traboccante di Amore incondizionato
 
Voi non potevate saperlo, ma in chiesa è circolato anche un bel pò di reiki a consolidare ancora di più la vostra Sacra unione! Animoticon
 
Un abbraccio di luce ad entrambi!!!! Arcobaleno
 
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June 25

Maestri dell'Amore

La felicità può venire solo dall'interno ed è il risultato del vostro amore.
Quando diventate consapevoli che nessuno può rendervi felici,
in quanto la felicità è il risultato dell'amore che viene da dentro di voi,
allora siete maestri della più grande arte:
la padronanza dell'amore.
                        (
Don Miguel Ruiz - "La padronanza dell'Amore")
 
 
Io i suoi libri gli ho letti e son veramente belli, li consiglio a tutti!!!!
June 24

Unità...

Hitori hitori ga chiisana hikari to naru
  Ognuno di noi è una piccola luce
  Ju-nin hyaku-nin to atsumaru
  Dieci, cento persone si uniscono
  Soshite ookina hikari to naru
  E diventano una grande luce
  Sugarashii sekai no jitsugen.
  Questa è la verità di un mondo sublime.

                  Shigeru Egami (1912-1981)
June 20

colmo di fiori

Colmo di fiori è il pesco
Non tutti diventeranno frutto,
Splendono limpidi come schiuma rosa
Per l’azzurra fuga delle nubi.

Come fiori sbocciano i pensieri,
Cento al giorno -
Lasciali fiorire! Lascia alle cose il loro corso!
Non domandare del raccolto!

Occorrono anche giuoco e innocenza
E fiori in abbondanza,
Altrimenti il mondo ci sarebbe angusto
e la vita priva di piacere.
                   (
Hermann Hesse - “Il Canto degli Alberi”)
June 19

cos'è il Reiki?

Il Reiki è l'eredità spirituale di tutti gli esseri viventi e non può essere - né sarà mai -
di dominio esclusivo di un gruppo di persone
 
Usui Sensei
June 18

Reiki in ospedale anche in Italia

Spesso ho tirato fuori l'argomento del "reiki in ospedale" e per chi è interessato, nel link sottostante potete trovare molte informazioni anche per quanto riguarda l'Italia!
 
June 17

Quante meravigliose emozioni in questo fine settimana

Wow! Da dove iniziare... vabbè, andiamo per ordine cronologico...
 
Venerdì sera:
 
venerdì, come ormai sapete visto la testa che vi ho fatto, io e Filo avevamo il saggio di ballo con i nostri allievi al Teatro Politeama di Prato, il nostro primo saggio come istruttori e il loro primo saggio come allievi: tante emozioni, paura ed eccitazione... ma... è andata alla GRANDEEEEEEEE!!!!!!!!!!!! Ragazzi non immaginate la contentezza di tutti noi!!!! Una soddisfazione inimmaginabile!!!! Grazie ragazzi, anche del regalo che ci avete fatto (con questo biglietto: grazie del miracolo per aver fatto ballare dei.... manichini!)
 
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Andrea e Filo
 
Sabato sera:
 
sempre ballo ma questa volta come allievi: io e Filo avevamo un saggio al teatro Manzoni di Pistoia, una salsa Portoricana sul BreakOn2 creata dal nostro Maestro Roberto Ramazzotti (http://www.damasycaballeros.it/) che ripeteremo anche domenica 22 in un locale qui vicino a noi. Anche questa serata è andata molto bene, emozione tanta ma abbiam ballato bene!
Questa è la parte del volantino dato in teatro che ci riguarda:
 
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Sabato e Domenica:
 
bèh ragazzi, qui parliamo del corso reiki svolto a Montemurlo e condotto dal mio Master Reiki Marco Forti... per spiegare le emozioni, l'energia e l'Amore che si sono mossi durante questi due giorni, non ci sono parole, qui entriamo nel linguaggio del cuore che qui non può essere tradotto in nessun modo. Vi dico solo che, come avevo già predetto, il corso è stato eccezzionale ed entusiasmante: grazie a Marco e Daria (anche per loro serve il linguaggio del cuore), grazie agli Amici e alle meravigliose persone che hanno partecipato: senza ognuno di voi non sarebbe stata la stessa cosa.  
 
Vi abbraccio tutti e vi ricordo sempre che voi siete, come tutti, meravigliosi Esseri di Luce!
 
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(nella foto mancano Filomena e Marina)
(Se ci clkkate sopra si vede meglio)
 
Quante meravigliose emozioni in questo fine settimana!!!
 
GRAZIE
June 12

Reiki, ballo, corsi e campo estivo!

Ciao a tutti!!! Come va? Spero bene!
 
Questa settimana è una settimana di fuoco, praticamente mi si concentrano mille cose tutte adesso!
 
 
A parte i corsi di ballo e karate che continuano come tutto l'anno, ho iniziato a lavorare in un campo estivo nel quale insegno karate:  due giorni con orario 8.30-18.00 e un giorno con orario 8.00-13.00... non vi preoccupate che esperienza me la faccio vai per quanto riguarda l'insegnamento!!!! Stralunato
 
La cosa più bella è l'affetto che ti danno i bambini, soprattutto quelli piccoli di 6-7 anni che sono fantastici e che ancora riescono a sperimentare l'amore e la fiducia incondizionati! Essere presi per mano da uno di questi pargoli e sentirsi chiedere "ma tu sei mio amico vero?" con coseguente bacione sulla guancia.. bèh, sfido tutti a non sciogliersi in 2-3 secondi!!!!! Penso sia uno dei doni più grandi per noi adulti che siamo abituati a vivere nel condizionato, cioè nel ti do se tu mi dai, sei mio amico se fai e sei così o cosà!
 
Oltre a questo stasera ho uno spettacolo di ballo col GBS, domani, venerdì, ho il saggio al Teatro Politeama di Prato con gli allievi miei e di Filo, mentre sabato sono al Teatro Manzoni di Pistoia per il saggio con il gruppo nel quale sono allievo: tre spettacoli di fila con coreografie tutte diverse (3 salse di cui una ballata sul BreakOnTwo e due bachate) senza prove intermedie fra una e l'altra. Al Politeama, essendo il saggio di tutta la palestra, dovrò fare anche un esibizione di karate: un kata!
 
L'evento che però aspettavo da tempo è il corso di reiki 1°livello che si svolgerà nella mia palestra proprio questo fine settimana, il 14 e il 15 giugno! Il mio master reiki, Marco Forti verrà a farci visita in toscana per regalarci un grande dono: la sua presenza e un corso di reiki fantastico! Questo corso sarà meraviglioso: vi parteciperanno amici vecchi e nuovi, mia sorella e il suo ragazzo,  ritroverò Marco e Daria che hanno un posto speciale (specialissimo) nel mio cuore... e tanta, tanta energia che scorgherà fresca e pura come una fonte di montagna!
 
E poi? E poi chi lo sa, conoscendomi aggiungerò qualche altro impegno qua e la!!!Linguaccia
 
Un abbraccio infinito a tutti carissimi esseri di luce
 
namate
 
Andrea

Come riconoscere l'amore del cuore


Finché non ci collegheremo con l’energia del nostro cuore, non saremo in grado di accorgerci della nostra capacità di amare e, di riflesso, di ricevere amore...

Molti si chiedono: cos’è veramente l’amore? Come riesco a distinguerlo da altri sentimenti di affetto? Sappiamo che possiamo trovarlo nel cuore, al centro del quarto chakra. Eppure, molti quando l’incontrano per la prima volta si chiedono: dove è?

L’energia del cuore non ha infatti alcuna sfumatura sentimentale e ignora le frasi romantiche come “Senza di te non posso vivere”, “tu sei il mio amore” o ” voglio fondermi con te”, appartenenti al secondo chakra. L’amore non è emozione e segue dei ritmi completamente diversi: le emozioni vanno e vengono, sono soggette alle situazioni, sono influenzabili, hanno degli alti e bassi; l’amore è costante, è un sintonizzarsi con se stessi. Le emozioni legate all’innamoramento passano, mentre l’amore resta.

Come scrive Bernhard Mack, un famoso terapeuta di coppia, “sia la saggezza che i sentimenti approfondiscono l’amore e le sensazioni piacevoli aiutano a rimanere nello spazio interiore dell’amore, ma non devono essere confusi con l’amore. Amare è un processo che si può imparare. Molte persone hanno bisogno di affidarsi per lunghi periodi ai sentimenti, di organizzare la loro vita secondo i propri sentimenti, di lasciarsi trascinare di qua e di là dalle emozioni, di innamorarsi e di dis-innamorarsi nelle vicissitudini patetiche, di cambiare spesso partner, di crearsi un grande caos di diverse relazioni, di separazioni, di ri-innamoramenti, di riconciliazioni e di drammi amorosi. Molte persone hanno bisogno di questi periodi drammatici, di alti e bassi, per poter arrivare a una saggezza interiore” capace di creare quel polo fermo nel loro petto che riesce ad abbracciare simultaneamente tutte le diverse emozioni, prima vissute soltanto una dopo l’altra.

L’amore non dipende quindi dal partner, ma dal nostro centro. E’ uno spazio al centro del nostro petto che permette ai pensieri e ai sentimenti di entrare e di uscire incondizionatamente, accetta tutti i moti interiori senza giudizio, non ci paragona con gli altri e non confronta i nostri comportamenti con i nostri ideali. Lama Yesce, il nostro primo maestro tantrico, parla dell’amore come “uno stato mentale infuso di chiarezza, di semplicità e tolleranza, dotato di serena saggezza e di profonda compassione. Consiste nell’aprire totalmente il nostro cuore, mantenendolo tale il più possibile.”

L’energia del cuore accoglie e accetta anche tutte le altre energie, non conosce le parole “buono e cattivo”, è un’energia piuttosto fresca, non focosa, priva di passioni o antipatie, di pro e contro, è neutrale; con la sua imparzialità distaccata riesce a comprendere tutti gli opposti, accetta senza condizioni e accoglie anche il partner senza critiche o pretese. L’amore vibra con le emozioni, ma senza lasciarsi coinvolgere. L’amore ha la capacità di amare la realtà così come è, di conoscere tutti i difetti di un partner e di continuare ad amarlo. Considerando il partner nella sua interezza, l’amore diventa una forza incredibile.

Indicare nel cuore la sua sede non è una metafora, quello è il reale spazio fisico nel quale proviamo amore, sentimento che si traduce con la sensazione di essere completi e colmi, in pace con noi stessi, accoglienti e vasti, in grado di comprendere ciò che viene da dentro e ciò che arriva dal mondo. L’amore si rivolge al proprio essere nella stessa misura in cui si rivolge agli altri. Chi afferma di amare gli altri più di se stesso in realtà non ama: insegue un’idea. Se amiamo non saremo mai vittime o martiri, ma semplicemente felici e lo comunicheremo attraverso un’espressione felice che significa “voglio bene a me stesso”. L’amore non conosce altruismo come non conosce egoismo, perché accetta entrambi.

L’amore ha un ampio respiro, in senso metaforico come in senso reale. Un chakra del cuore aperto si manifesta esattamente con una sensazione di apertura nel petto, un libero fluire del respiro che attraversa il torace con il suo movimento ritmico e si ripercuote negli altri chakra, sia alti che bassi. Per questa ragione i buddisti meditano sul respiro: oltre a rendere la mente più equilibrata e concentrata, ci riporta al nostro chakra centrale, dandoci un’incredibile stabilità interiore. Collegare i nostri pensieri, sentimenti e sensazioni mutevoli alla continuità del respiro è forse la strada maestra per nutrire e aprire l’energia del cuore. Questo ci porterà a una comprensione delle cose che non proviene dall’intelletto, ma dall’intuizione, e deriva direttamente dalle esperienze vissute con intensità.

Il chakra del cuore è collocato esattamente nel mezzo, degli altri sette, mette in contatto i tre chakra personali inferiori con quelli spirituali superiori. Quando siamo collegati con il cuore, non riusciamo a giudicare ciò che è spirituale meglio di ciò che è fisico: entrambi hanno il proprio posto nell’universo e insieme formano l’essere umano.

Ma amore non è qualcosa che possiamo aspettarci di ricevere. Finché non ci collegheremo con l’energia del nostro cuore, non saremo in grado di accorgerci se qualcuno ci ama. Come nella sessualità, anche rispetto all’amore abbiamo un limite di sopportabilità e a volte, quando ci innamoriamo di una persona, inconsciamente usiamo qualche strategia del secondo o del terzo chakra per uscirne. La ragione di questo comportamento è che non siamo abituati a tanto amore: dobbiamo imparare ad aprire il nostro cuore passo per passo.

Amare presuppone aprirsi nella mente, il che significa smettere di determinare la nostra vita con il pensiero e consiste nel permetterci di cogliere attraverso una “testa larga” quegli stimoli sottili che vengono dai chakra superiori. Quando siamo “nel cuore”, i pensieri diventano silenziosi e formano un vuoto all’interno del quale può sorgere un’altra potenzialità nella nostra mente: l’intuizione che vede e comprende in modo istantaneo e in un’ottica più ampia. Amare presuppone anche di renderci attivi emotivamente, senza trattenere le emozioni per paura, vergogna, perché pensiamo che non siano adeguate o accettabili. Anzi, richiede proprio di liberare la pressione nella nostra pancia (secondo chakra), esprimendo e regalando le emozioni. In questo modo diamo nutrimento al corpo fisico e i tre chakra inferiori. Per amare bisogna avere dei chakra inferiori forti, sentirsi a proprio agio nel corpo, nel proprio Io, nei sentimenti e nei rapporti con gli altri. Viceversa, l’amore non trova un appoggio dal quale espandersi.

Prima di poter aprire il cuore, dovremo esserci creati un Io forte che non si senta dipendente, cioè un Io maturo e non infantile, sempre bisognoso di qualcosa e di qualcuno. Accettare gli altri va di pari passo con l’accettare se stessi, stare bene con gli altri è più facile per chi sa stare bene anche da solo; essere intimi all’interno della coppia è qualcosa di molto simile all’essere soli: in entrambi gli stati diventiamo intensi e veniamo inevitabilmente sollecitati da ciò che in noi richiede ancora attenzione, dedizione, impegno o accettazione. L’amore è la cornice della consapevolezza, all’interno della quale la nostra solitudine può trasformarsi in un profondo “stare bene con se stessi” che, una volta che conosciuto, può essere anche condiviso, senza entrare in ansia. Ma il nostro cuore, così come quello del partner, si aprirà soltanto se sarà libero. Non sopporta infatti pressioni o ricatti di alcun tipo, perciò la frase “Dovresti amare.....” è semplicemente assurda: dovere e amare sono concetti che si escludono a vicenda. Arrivare all’energia del cuore significa abbandonarsi a se stessi, saltare verso l’interno, e non può mai essere frutto di un’imposizione. Solo così dare e ricevere diventano azioni autentiche, senza attaccamenti o rimorsi.

Nel buddismo la strada verso il cuore viene chiamata “la via del bodhisattva”. Non è possibile arrivarci senza impegno e senza sforzi: richiede continue attività pratiche e meditazioni guidate dal desiderio di realizzare l’amore nel proprio corpo e nella propria mente, oltre a presupporre che ci lasciamo toccare profondamente dalle emozioni e comprensioni nostre e degli altri. Il rapporto di coppia è un’ottima occasione per percorrere questa strada e diventare così persone sempre più colme di amore.

L’amore non cade dal cielo come l’innamoramento o l’attrazione, né si può ottenere con la volontà o con lo studio. Richiede invece il dedicarsi con passione a noi stessi, alla nostra vita interiore, permettendo a tutti gli avvenimenti importanti di collegarsi al nostro centro, in uno spazio interiore che li comprende nella loro interezza.

Il prossimo esercizio, l’abbraccio del cuore, può essere d’aiuto in quest’ottica. Anche se è semplice, provandolo vedrete che porta in sé la potenzialità di creare amore e intimità, instaurando un legame profondo con l’amato. Chi ha bevuto una volta questo nettare, rimarrà assetato finché non ritornerà di nuovo alla fonte:

Prendetevi cinque minuti per un abbraccio: rimanete entrambi in piedi per mantenere il flusso energetico dal basso verso il cuore, e abbracciatevi in modo tale da essere in contatto totalmente, dai piedi alla testa. Respirate con consapevolezza e dirigete l’attenzione della mente alle sensazioni corporee e alle emozioni: senza usare le parole. Ripetete questo abbraccio ogni giorno, per esempio la mattina prima di andare al lavoro. Restate con l’attenzione concentrata sul corpo, in modo da percepire anche le piccole sensazioni, i piccoli spostamenti di energia, o i movimenti nella forma dell’aura.

Cosa senti? Quali parti del corpo e quali chakra sono aperti verso il partner? Quali invece sono chiusi? Dove non senti niente? Dove fluisce qualcosa? Ti senti nutrito, soffocato o liberato? Cosa eviti e cosa ottieni attraverso le tue strategie di difesa (per esempio: parlare, tossire, muoverti, ridere, trattenere il respiro)?

Se hai la sensazione che non accada nulla, lascia fluire questo nulla nel corpo e ciò che provi per esso. Ripeti l’esercizio per un mese, aumentando gradualmente la durate dell’abbraccio (fino a dieci minuti). Se nasce un desiderio sessuale, restate ugualmente abbracciati: separate il sesso da questo rituale. Chiudetelo con un saluto o una parola (volendo, potremo condividere la nostra esperienza con il partner raccontandogliela). Può darsi che inizialmente ci saranno dei momenti in cui non sentirete nulla e vi chiederete: “Ma che senso ha? Lasciamo perdere!”. E’ importante invece non smettere, ma osservare questi pensieri e continuare l’esercizio, focalizzando l’attenzione sul respiro e sulle sensazioni corporee. Quando andate a contattare il vostro cuore, la prima cosa che spesso incontrate è un grande vuoto, la noia, il niente. Non trovate nemmeno un dolore o un problema ai quali aggrapparvi con la mente: questo è difficile da sopportare.

Vi può anche accadere di sentirvi completi in voi stessi e, come per miracolo, di annullare i confini col partner, nonostante vi resti la chiara percezione dei vostri limiti: vi siete uniti energeticamente. Si è ripetuto lo stesso fenomeno che avviene quando vi innamorate, ma questa volta in forma più consapevole, anche se meno coinvolgente. E’ meraviglioso però sapere che, volendo, potete riassaporarlo tutti i giorni grazie ad un semplice abbraccio. Dopo averlo praticato per uno o due mesi, potete inserirlo anche nei giochi erotici: per esempio, come inizio prima di passare alle carezze e ai baci. In questo modo un rito amoroso potrà diventare una meditazione a due.

Sentiamo Claudia di Bologna: “Abbiamo praticato l’abbraccio per più di un mese ed è diventato il rituale più bello. Ci ha regalato una solida intesa e ha arricchito il nostro rapporto di momenti dolcissimi. In più, mi fa iniziare la giornata in una maniera diversa. Sentendomi più piena, noto che riesco a sbrigare le mie faccende con più serenità.”

Carlo, suo marito: “Quando Claudia mi ha parlato per la prima volta dell’idea dell’abbraccio ho pensato: “Ecco una delle sue tante idee sciocche”. Lo facevo per accontentarla, e così non ho avvertito subito la differenza che provocava nel mio sentirmi. Soltanto dopo una settimana di noia ho cominciato veramente a porre attenzione al respiro e a cogliere ciò che provavo nel corpo. Per strada, andando in ufficio, mi sono accorto di sentirmi più leggero del solito. Questo fatto mi ha stupito, ma vedendo Claudia così contenta ho deciso di continuare l’abbraccio per un altro mese. Il nostro rapporto è diventato più caloroso, si è creato un legame invisibile che ci dà una certa fiducia e tranquillità.”



Citato da: Elmar e Michaela Zadra, ©Tantra per due – Una guida alla felicità della coppia, Bestseller Mondadori 1999, p. 278

Per sapere di più: www.maithuna.it

June 11

Il guerriero della luce e la rinuncia - questo testo è bellissimo

Il guerriero della luce e la rinuncia

 

"In qualsiasi attività, è necessario conoscere quel che ci si deve attendere, i mezzi per raggiungere l’obiettivo e la capacità che abbiamo per il compito proposto".

"Si può dire che abbia rinunciato ai frutti solo colui che, essendo cosí equipaggiato, non sente alcun desiderio dei risultati della conquista e rimane concentrato sul combattimento".

"Si può rinunciare al frutto, ma questa rinuncia non significa indifferenza per il risultato”.

La strategia è del Mahatma Gandhi. Il guerriero della luce la ascolta con rispetto e non si lascia confondere da persone che, incapaci di conseguire qualsiasi risultato, vivono predicando la rinuncia.

 

Rinunciando alla vendetta

Il guerriero della luce ha la spada nelle sue mani. È lui che decide ciò che farà e ciò che non farà in alcuna circostanza. Ci sono momenti in cui la vita lo conduce a una crisi: egli è costretto a separarsi da cose che ha sempre amato.

Allora il guerriero riflette. Verifica se stia compiendo la volontà di Dio, o se agisca per egoismo. Nel caso la separazione sia proprio sul suo cammino, egli accetta senza reclamare.

Se, invece, tale separazione è causata dalla perversità altrui, egli è implacabile nella risposta.

Il guerriero possiede l’arte del colpo e l’arte del perdono. Sa usare entrambe con la stessa abilità.

 

Rinunciando alla provocazione

Il lottatore esperto sopporta gli insulti: conosce la forza del proprio pugno, l’abilità dei propri colpi. Davanti all’avversario impreparato si limita a contemplare, e mostra la forza del proprio sguardo. Vince senza avere bisogno di portare la lotta sul piano fisico.

A mano a mano che il guerriero apprende con il suo maestro spirituale, la luce della fede brilla anche nei suoi occhi, ed egli non ha bisogno di dimostrare niente a nessuno. Non bada alle argomentazioni aggressive dell’avversario – che dice che Dio è superstizione, che i miracoli sono dei trucchi, che credere negli angeli significa fuggire dalla realtà.

Proprio come il lottatore, il guerriero della luce conosce la sua immensa forza: e non lotta mai con chi non merita l’onore del combattimento.

 

Rinunciando al tempo

Il guerriero della luce ascolta Lao Tzu, quando questi dice che dobbiamo distaccarci dall’idea dei giorni e delle ore e prestare sempre piú attenzione al minuto.

Solo cosí egli riesce a risolvere certi problemi prima che sopraggiungano. Prestando attenzione alle piccole cose, riesce a proteggersi dalle grandi calamità.

Ma pensare alle piccole cose non significa pensare in piccolo. Il guerriero sa che un grande sogno è fatto da tante cose diverse, proprio come la luce del sole è la somma dei suoi milioni di raggi.

 

Rinunciando al conforto

Il guerriero della luce contempla le due colonne che si trovano ai lati della porta che intende aprire. Una si chiama Paura, l’altra si chiama Desiderio.

Il guerriero guarda la colonna della Paura, dove c’è scritto: "entrerai in un mondo sconosciuto e pericoloso, dove tutto ciò che hai appreso fino ad ora non servirà a niente".

Il guerriero guarda la colonna del Desiderio, dove c’è scritto: "uscirai da un mondo conosciuto, dove sono conservate tutte le cose hai sempre desiderato e per le quali hai tanto lottato.”.

Il guerriero sorride, perché non c’è niente che lo spaventi e niente che lo imprigioni. Con la sicurezza di chi sa ciò che vuole, egli apre la porta.

Paulo Coelho

Dare dal cuore

Non mi sento mai
che mi si da' di più
che quando prendi da me
quando capisci la gioia che sento
nel darti.

E lo sai che non ti do
perché tu abbia debiti verso di me
ma perché voglio vivere l'amore
che sento per te.

Ricevere con grazia
è il dono più grande.
Non c'è modo che io possa separare
le due cose.

Quando tu mi doni qualcosa,
ti faccio dono del mio ricevere.
quando prendi da me, sento che
mi stai dando...
             (Ruth Bebermeyer)


June 04

Messaggio di Sai Baba

NESSUN DISASTRO E' IMMINENTE PER IL MONDO. IN TUTTO IL GLOBO

POSSONO ESSERCI DEGLI INCIDENTI, QUI E LI', DI TANTO IN TANTO.

LA SOFFERENZA E LA MISERIA SONO GLI ATTI INEVITABILI DEL DRAMMA COSMICO.

 

DIO NON DECRETA TALI CALAMITA' MA L'UOMO LE INVITA A CAUSA DELLA

CONSEGUENZA DELLE SUE  CATTIVE AZIONI.

 

RICORDATE CHE QUESTE CALAMITA' SI VERIFICANO NON PER QUELLO CHE DIO

AVEVA STABILITO DELL'UOMO MA PROPRIO PER QUELLO CHE L'UOMO HA FATTO DELL'UOMO.

 

ECCO PERCHE' L'UOMO DEVE ESSERE DISFATTO E RIFATTO CON IL SUO EGO DSTRUTTO E

SOSTITUITO DA UNA CONSAPEVOLEZZA TRASCENDENTE, COSI' CHE POSSA ERGERSI

SUL KARMA PER COMANDARE (nel senso di autodeterminarsi, essere padrone di sè, ndt).

 

IN VARIE PARTI DEL MONDO LA NATURA STA CAUSANDO VARI DISASTRI, COME TERREMOTI,